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"Tutto concorre al Bene"

13 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

In occasione del ventesimo anniversario della sua nascita al cielo, la celebrazione della festa di San Carlo Acutis presieduta dall'Arcivescovo, mons. Mario Delpini, ha visto la partecipazione straordinaria di più di mille fedeli, in un clima di profonda preghiera e devozione.


Omelia di mons. Mario Delpini, Arcivescovo di Milano


1. È come se ci fossero due strade, quella del tutto e quella del niente.


Due logiche, due modi di vivere, quello del tutto e quello del niente.

 

Molti credono che io esageri. Molti sostengono che non c’è il tutto e il niente come strade contrarie, ma c’è la via del sì e insieme del no, c’è la vita che è un po’ tutto e un po’ niente, non c’è il bianco e il nero, abitiamo il paese del grigio. Molti sostengono che non bisogna esagerare, che in medio stat virtus. Io temo che non capiscano il significato della massima antica.

Ma molti giustificano la mediocrità, come la forma di vita adatta a questo tempo e a questa umanità. Cioè sostengono che si deve essere buoni, ma non troppo; si deve essere onesti, ma non troppo; si deve credere in Dio, ma non troppo.

 

Io però non dico del troppo e del troppo poco, ma del tutto e del niente.

Infatti, dice Gesù: senza di me non potete fare nulla (Gv 15,5): è la via del niente. Si può vivere nel nulla; essere vivi e non vivere; camminare e non andare da nessuna parte; parlare e non dire niente; cercare e non trovare niente.

E Paolo scrive: del resto noi sappiamo che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio (Rm 8,28): è la via del tutto, vivere di una vita piena, eterna; essere lieti di una gioia che abita tutti i giorni della vita, quelli facili e quelli difficili; dire una parola che riveli la verità del tutto, buona come la verità, semplice come l’umiltà, affettuosa come la tenerezza.

“La verità non ha bisogno di vocaboli, si esprime da sé. Da sé rivela ogni verità. La voce dell’uomo è aspra, è prepotente, è arrogante, è superba, è impaziente, è intrattabile, è violenta. Avvezzarsi alla voce di Dio è una grande grazia. Significa dare retta alla Verità” (Carlo Acutis, citato da Gelsomimo Del Guercio).

 

2. San Carlo Acutis ci raccomanda la via del tutto

 

San Carlo Acutis e tutti i santi, famosi e sconosciuti raccomandano la via del tutto. Ci invitano a esplorarla, ci incoraggiano a percorrerla.

 

Un primo passo si può intitolare: non io, ma Dio. Carlo dice: non pensare di essere al centro del mondo, è Dio che dà vita, è Dio che sta al centro, in quel medio in cui abita la virtù. Non guardarti addosso: la tua verità è nello sguardo di Dio, non io, ma Dio. Non pensare di conquistare la felicità, c’è solo Dio che può renderti felice, non io, ma Dio.

 

Un secondo passo si può intitolare: non fotocopie, ma originali. Non cercare sicurezza nell’andar dietro ai bulli, nel cercare di assomigliare agli idoli, vivi invece la tua vocazione. Non fotocopie, ma originali. Non lasciarti convincere da chi vuol convincerti che per essere felice, per essere amato devi copiare e comprare i prodotti e gli stili che vogliono venderti, impara invece a renderti amabile per il tuo modo proprio di amare. Non fotocopie, ma originali. Riconosci la voce di Gesù che ti chiama per nome e accogli il suo invito e porta a compimento la tua vocazione.


Un terzo passo di può intitolare: tutto. Tutto concorre al bene. Tutto significa la giovinezza e la vecchiaia, tutto concorre al bene perché lo Spirito rende possibile in ogni situazione vivere la vita di Gesù, cioè amare come lui ha amato e comandato. Tutto significa la salute e la malattia, tutto concorre al bene perché lo Spirito rende possibile vivere la vita di Gesù, cioè amare secondo il suo comandamento. Tutto significa la vita e la morte, perché lo Spirito Santo rende possibile vivere come Gesù e morire come Gesù. Questo, infatti, è “il bene”. La morte di Carlo nello sbocciare della sua adolescenza è stato un momento drammatico per la sua famiglia e però proprio in questa morte prematura lo Spirito Santo ha reso possibile attirare l’attenzione di molti su Carlo, ricordare i suoi tratti caratteristici, farne una figura che può incoraggiare gli adolescenti e riconoscere la loro età come età chiamata alla santità, chiamata a percorrere la via del tutto, a percorrere l’autostrada verso il cielo.



Foto a cura dell'Agenzia Fotogramma


 
 
 

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