Riflessioni sul concerto di Quaresima


Al termine di un ascolto, mi ritrovo nella condizione, che ritengo necessaria, come il fuoco che bruciava Geremia quando decideva di non parlare più nel nome del Signore, di esprimere, proprio perché il nostro fare musica si inserisce in un vero progetto pastorale, ciò che suscita in me un ascolto così ricco di spiritualità profonda. Mi rendo conto certo che le parole da sole non bastano occorre veramente fare questa esperienza, tuttavia tenterò di comunicare l'impressione, molto forte, che ho ricevuto dall'ascolto del concerto di Marco Antonio Ingegneri: la sua vera e propria lettura meditata delle Lamentazioni del Profeta Geremia. Sono testi che la liturgia usava nel Mattutino della Settimana Santa.

La verità dell'esperienza sta sicuramente nel senso di pienezza da cui mi sono sentito investito all'incipit di questo canto. Mi è venuta in mente una scena del profeta Isaia quando Dio prende possesso del tempio attraverso la nuvola di fumo e si comprende la sua presenza proprio attraverso la nostra piccolezza. “Ohimè - dice il profeta - Io sono un uomo dalle labbra impure e in mezzo a un popolo dalle labbra impure io vivo. Tuttavia di fronte alla grandezza della maestà di Dio che ci supera infinitamente, si resta a bocca aperta, stupiti, pieni di meraviglia, come senza respiro, con la netta coscienza di non meritare una simile effusione di bellezza. Mi è ritornata in mente anche l'esperienza di Salomone, che nella consacrazione del tempio, quando Dio prende possesso del luogo santo, si sente di innalzare, a nome di tutto il suo popolo, una preghiera: “O Dio quando ciascuno di noi verrà alla tua presenza in questo tempio: tu ascolta e perdona. Di fronte a tanta maestà e bellezza vengono effettivamente i brividi. Sì perché si percepisce comunque una distanza che è colmata dall'amore di Dio per il suo popolo.

In fondo le lamentazioni di Geremia non sono altro che un invito alla conversione: “Gerusalemme ritorna al Signore tuo Dio”. Quella città un tempo popolosa, ora veste i panni della vedova; una città signora delle genti, principessa del mondo diventa una città che piange amaramente nella notte perché si sente schiava della propria solitudine del proprio peccato. Una città che ha abbandonato il suo Signore è andata dietro a coloro che pensava essere amici e invece l'hanno tradita diventando di fatto nemici. Questa profonda sensazione questa sorta di pienezza, di presenza si è trasformata in invocazione e supplica in questo momento in cui stiamo vivendo delle particolari sofferenze da parte della chiesa, dove ogni vestito di Gloria si è trasformato davvero in abito da lutto. “Concerto di passione” è stato il titolo di questo concerto nella scansione pastorale dell'anno liturgico, ma sicuramente ha dato di sé la testimonianza di un forte desiderio di conversione, un desiderio di misericordia che la Pasqua offre a tutti coloro che iniziano questo cammino di Cristo che conduce alla salvezza.

Il coro si è rivelato assolutamente superbo! Tanto di questa impressione è sicuramente dato dalla sua capacità di far vivere questa pienezza armonica che ha veramente investito la chiesa intera. Nessuno avrebbe mai creduto che i cantori fossero soltanto 4 se non li avesse visti; la pienezza del suono avrebbe fatto credere a un complesso di molti più elementi. La tensione con cui hanno eseguito questa polifonia magnifica, la loro capacità di rendere drammaticamente il testo, a volte con granitica forza, a volte in modo quasi silenzioso, sommesso, sussurrato come una tenera brezza mattutina hanno veramente esaltato un testo già di per sé ricchissimo di suggestioni. Gerusalemme ritorna al Signore Dio tuo. Sì Penso che tutti coloro che hanno ascoltato abbiano desiderato dal profondo del cuore questo ritorno!

Le tre ferie della settimana autentica: feria quinta in Coena Domini - feria sexta In Passione et Morte Domini e sabbato Sancto sono state intercalate da quattro pezzi d'organo sapientemente scelti dal maestro Alessio Corti aggiungendo sicuramente clima meditativo al già ricchissimo programma liturgico-corale. Una serata indimenticabile, una serata di quelle che rimangono nel cuore, degno anticipo della Pasqua e sicuramente adeguata preparazione dell'animo a vivere i grandi Misteri del Signore Crocifisso e risorto. Un grazie davvero sincero a tutti coloro che l’hanno resa possibile.


Don Maurizio


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