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Settimana Santa: l’estrema chiarezza dell’Amore



 
Settimana santa. La stella che aveva guidato i Magi a Betlemme – sempre lei! - viene in questa settimana a brillare su di noi. Essa annuncia al tempo stesso il più grande dramma dell’Umanità e la più grande delle speranze: un salvezza che nessuno credeva possibile. Il cielo non sa più se scintillare di allegrezza o oscurarsi di tristezza. Infatti il sole, che si era levato per salvarci, deve nel crepuscolo del Giovedì Santo non tramontare.

La tavola è preparata e la Cena dev’essere celebrata secondo i riti nella sala superiore ben preparata. Tutti i discepoli vi han preso posto: aspettano il loro Maestro, colui che è nato a Betlemme (la “città del Pane”), colui che un giorno per la folla ha moltiplicato il pane, colui che aveva raccontato la parabola della pasta e del lievito e che aveva osato proclamare “Io sono il Pane Vivo”: ed ecco che Lui arriva, sapendo quello che l’aspetta l’indomani. Gesù sa di che cosa è impastato il Pane che dà Vita. Ne conosce la gioia e il costo… Il pane fresco delle scoperte d’amore, il pane affettuoso degli amici che si trovano insieme. E il pane di tutti i giorni, tra le sue mani, diviene il pane completo della Presenza di Dio. “Prendete questo pane: sono Io!

Prendetelo nella Fede: sono Io, perché quello che nutre la vostra vita sono Io!”. Il Getsemani nella notte. Giardino senza stelle. Gli ulivi fremono sotto la luna. Gesù è in ginocchio. I discepoli sono sopraffatti dal sonno. Solitudine divina: è agonia. Il sudore è addirittura di sangue. Gesù prega. Comincia il Calvario, tra insulti e beffe. Domanda di essere liberato, mentre sente che sta per liquefarsi come cera al sole. Il mondo finirà pure per capire e così ritroverà il Padre. Le nazioni ti conosceranno. Per sempre.

Buona Pasqua! Don Gianfranco
 

Lunedì, 10 Aprile 2017

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136