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Un saluto al nuovo parroco...




Ingresso del nuovo parroco don Maurizio Corbetta
4 Novembre 2017

 
Caro don Maurizio, a nome di tutta la Comunità Parrocchiale, il Consiglio Pastorale Parrocchiale e il Consiglio per gli Affari Economici le porgono il più sincero e affettuoso "benvenuto"!

Dopo aver espresso a mons. Gianfranco Poma, lo scorso 17 settembre, il nostro ringraziamento per i lunghi anni trascorsi a servizio della nostra comunità, in questa solenne celebrazione di ingresso, non possiamo non esprimere la nostra riconoscenza al Signore per il dono di un nuovo pastore per la nostra Parrocchia. Questa è per noi l'occasione per ricordarci l'importanza della presenza dei sacerdoti, come guida della comunità cristiana. Il Concilio Vaticano II afferma a riguardo: "I presbiteri sono stati presi fra gli uomini e costituiti in favore degli uomini stessi nelle cose che si riferiscono a Dio, per offrire doni e sacrifici in remissione dei peccati, vivono quindi in mezzo agli altri uomini come fratelli in mezzo ai fratelli. Così infatti si comportò Gesù nostro Signore, Figlio di Dio, uomo inviato dal Padre agli uomini, il quale dimorò presso di noi e volle in ogni cosa essere uguale ai suoi fratelli, eccettuato il peccato" (Presbyterorum Ordinis, 3).

La accogliamo dunque come un fratello nella fede, ma anche come un padre il cui compito sarà quello di confermarci, incoraggiarci, spronarci all'adesione a Cristo e al suo vangelo. Per la grazia del ministero a lei conferito, celebrerà con noi e per noi i sacramenti della salvezza: in particolare l'Eucarestia che "fa la Chiesa" e senza la quale "non possiamo vivere" e il sacramento della Riconciliazione che ci offre il perdono dei peccati. Il Santo Curato d'Ars scriveva a riguardo: "Il sacerdote non è sacerdote per sé. Non può assolvere se stesso. Non può amministrare i sacramenti a se stesso. Egli non è per se stesso: è per voi".

Il frutto dell'annuncio della Parola di Dio e della grazia dei sacramenti è per la comunità cristiana il dono della comunione fraterna. Avvertiamo in maniera particolare l'urgenza di camminare in questa direzione, in un contesto cittadino spesso disgregato e sottoposto a molteplici spinte. In occasione della Visita pastorale feriale dello scorso anno, nelle mani dell'allora Vicario Generale e attuale Arcivescovo mons. Mario Delpini consegnavamo proprio questo impegno: "Vogliamo nel prossimo futuro impegnarci a trovare stili, occasioni, proposte per far incontrare, conoscere e mettere in rete tutti coloro che operano all'interno della Parrocchia, e promuovere sempre più in tutti i fedeli il senso della Comunità cristiana, a partire dall'incontro con il Signore Gesù nell'Eucarestia domenicale e da momenti di preghiera condivisa".

Ora con lei vogliamo rinnovare questo proposito e offrire la nostra disponibilità a camminare insieme. In queste prime settimane di presenza fra noi si è distinto per l'affabilità e la disponibilità al confronto e all'ascolto. Queste doti saranno sicuramente preziose per realizzare ciò a cui siamo chiamati.

La Beata Vergine, patrona della nostra Parrocchia di Santa Maria Segreta, ci accompagni tutti con la sua materna intercessione.
 

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136