Parrocchia S. M. Segreta in Milano:        Dove siamo        Orario SS. Messe         Contatti          Facebook!

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Omelia di ingresso



 
TOTA PULCHRA ES, MARIA. 
Tutta bella sei o Maria è la prima cosa che ho notato quando sono entrato in questa chiesa guardando in alto e vedendo il cornicione segnato da questa splendida preghiera.

TUTTA BELLA E' QUESTA CHIESA
Nel cammino fatto con don Gianfranco l’avete resa splendida, come dice Paolo, senza macchia né ruga, avete tolto i segni del passato per consegnarla a me in tutta la sua bellezza. La chiesa è come uno specchio: in essa si riflette anche il volto della Chiesa dei viventi. Ho sempre creduto che la bellezza della chiesa fosse segno eloquente anche della comunità che la vive.
Il decano, durante la visita dell’Arcivescovo, diceva che ero fortunato a ereditare una così bella chiesa e Mons Delpini diceva che ne avendone sistemato bene una, meritavo di trovarne una già bella.
Tutta bella sei o Chiesa così ti vuole il tuo re, seduta sul trono alla sua destra, come vediamo nello splendido mosaico di Santa Maria in Trastevere, la chiesa più bella di Roma, dove il Re non ti incorona, ma ti abbraccia citando il cantico dei cantici.

ET MACULA ORIGINALIS NON EST IN TE.
L’opera del re dell’universo, ci dice la liturgia, è quella di rinnovare tutte le cose proprio perché segnate dal peccato. Tu, o Maria, sei invece l’immagine stessa della libertà e della grazia ed è con te che la Chiesa può servire e lodare senza fine il re dell’universo.
“Dio ha scritto per ognuno di noi una storia unica e irripetibile”, diceva quello splendido ragazzo della nostra parrocchia Carlo Acutis, “ma ci ha lasciato la libertà di scriverne la fine.”
In te contempliamo quanto sia esaltata una libertà che si dona e quanto sia certo il fine di questa promessa.
 
TU GLORIA IERUSALEM.
“Non sei tu che mi costruirai una casa”, abbiamo ascoltato nella prima lettura. La gloria di Gerusalemme non è tua. Sono io che ti ho preso perché tu fossi guida del mio popolo Israele.
Non vi nascondo che lasciare le comunità dove ho vissuto l’esperienza pastorale mi è sempre costato molto.
Ispra, l‘amore della gioventù, S. Andrea, l’inizio della maturità poi la lunga esperienza nell’amatissima Rovello!
«Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ho fatto fatica a dire di sì, ma c’è un’altra frase molto consolante nella prima lettura di oggi: “Sono stato con te dovunque sei andato”. Questa presenza l’ho sentita, l’abbiamo sentita insieme, e proprio questa fedeltà, continuamente sperimentata, è fiducia e promessa per il futuro (lo dico ai parrocchiani di Santa Maria Segreta).

TU LAETITIA ISRAEL.
Sei la letizia di Israele, sei l’immagine della gioia e ci inviti ad essere una comunità gioiosa che celebra l’eucaristia domenicale e la preghiera feriale
Una comunità presente nel contesto in  cui vive come il sale della terra.
Una comunità che gioisce quando vede che la  fede diventa cultura, è felice perché propone uno stile di vita buono, desiderabile per tutti, promettente per il futuro della nostra città. (sono parole del nostro vescovo)

TU HONORIFICENTIA POPULI NOSTRI.
Siamo onorati di essere tuoi figli, siamo orgogliosi della nostra fede cristiana, siamo contenti di appartenere a questo popolo e siamo coscienti che dobbiamo trasmettere i valori della nostra civiltà cristiana alle generazioni future, non come un vecchio oggetto polveroso di antiquariato, ma come un tesoro nascosto che mi è stato donato che trovo autentico per me, da cui traggo con sapienza cose nuove e cose antiche, e che consegno alle generazioni future arricchito della mia esperienza. “Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio”.

TU ADVOCATA PECCATORUM.
La chiesa non è la comunità dei perfetti ma dei perdonati
L’avvocata ci difende dal peccato, ma soprattutto ci difende da quella mentalità che pretende nella chiesa una organizzazione all’insegna dell’efficientismo, della ricerca dell’indice di gradimento da confrontare con altre istituzioni senza però lasciarsi coinvolgere più di tanto e facendo quindi della lamentela continua lo stile della propria poca appartenenza.
“chi critica la chiesa critica se stesso” diceva sempre Carlo Acutis.
E comunque quando siamo avvolti nelle tenebre dell’errore aiutaci a cercare in Gesù la luce vera e la vita. (Lit)

O MARIA, O MARIA.  VIRGO PRUDENTISSIMA. MATER CLEMENTISSIMA.
Insegnaci l’arte pastorale che è fatta di misericordia, ma anche di prudenza. E’ interessante vedere che la tradizione cristiana attribuisca l’aggettivo clementissima alla Madre che dona tutta se stessa ai propri figli, mentre l’aggettivo prudentissima è destinato alla vergine, per indicare l’attenzione, la vigilanza, la premura ad accogliere l’invito dello sposo.

ORA PRO NOBIS. INTERCEDE PRO NOBIS.
perché  abbiamo piena conoscenza della volontà di Dio,  (come dice Paolo) perché possiamo comportarci in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescere nella conoscenza di Dio attraverso il Signore nostro Gesù Cristo AD DOMINUM IESUM CHRISTUM. il più bello tra i figli dell’uomo (l’iconografia cristiana ha sempre rappresentato Maria vergine con il bambino mai da sola.)
HO sempre amato questa preghiera e quante volte l’abbiamo cantata con cuore colmo di gioia nella bellissima festa del Carmelo, ma devo dire che, da quando l’ho vista scritta qui, è come se qualcuno l’avesse destinata proprio a me.

Grazie a tutti voi che siete qui a pregare per me, voglio ricordare in questo momento la mia mamma che, nonostante la sua mente sia “volata via” mi ha chiesto se “la nuova casa è bella” e se “la gente ti vuol bene”, la testimonianza di questa assemblea liturgica è la migliore risposta! Preghiamo allora insieme con Maria la tutta bella perché benedica, accompagni e protegga il nostro cammino.
Grazie di cuore!

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136