Parrocchia S. M. Segreta in Milano:        Dove siamo        Orario SS. Messe         Contatti          Facebook!

La letizia di cantare in un coro

Il coro della nostra Parrocchia che ha dato, sotto la sapiente direzione del M. Cervasio, tante buone prove di se si trova ora nella necessità di reperire nuovi elementi per aumentare il numero dei coristi.

Il piacere di cantare e l’interesse alla musica liturgica sono elementi qualificanti per chi desiderasse proporsi per questa attività, indipendentemente dall’età e dalla intonazione della voce.Un breve periodo di prova al fine di poter capire i propri carismi , ad esempio se si è più portati per il canto solistico o per quello corale, l’attitudine ad organizzare gli eventi o la capacità organizzativa di canti e libri. Il latino non è più lingua liturgica dalla riforma del 1964 e quindi non è necessario conoscerla. Per quei canti con il testo in latino se ne affronta lo studio al momento e, in caso di necessità, si ricorre all’aiuto del nostro Parroco.

Avere entusiasmo e offrire una certa disponibilità di tempo per la S. Messa della domenica mattina e per le prove di canto del mercoledì sera, sono le uniche richieste per fare parte del coro.

Come si deduce da questa breve nota i requisiti per entrare a far parte di un coro sono veramente minimi. Quello che conta è la gioia che deriva dal cantare con altri amici e lo stimolo di credere nella liturgia e nella sua forza evangelica.

Referente: M. Ezio Cervasio

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136