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Fernando Aramburu, PATRIA, 2017

Fernando Aramburu,  Patria, Guanda, 2017

 
Fernando Aramburu è nato a San Sebastian nel 1959. E’ quindi uno spagnolo nato nei Paesi Baschi  proprio nel medesimo anno in cui è stato fondato ufficialmente  il movimento politico, rivoluzionario e marxista, dell’ETA. Questo acronimo significa, nella lingua euskera parlata nel territorio e rivendicata come lingua ufficiale insieme alla piena autonomia politica, Euskadi  ta Askatasuna, cioè Paese Basco e Libertà. L’ETA fin da principio sosteneva la  lotta armata come necessaria per liberare il paese dal Franchismo ed ottenere la piena indipendenza; di fatto nei primi anni si limitò a diffondere la sua ideologia, a  manifestare molto violentemente la sua opposizione al governo, a formare molti giovani baschi all’uso delle armi  ed a taglieggiare i più ricchi commercianti ed imprenditori per autofinanziarsi. Dal 1968 in poi, invece, l’ETA divenne  lotta armata, con costanti uccisioni ed attentati. Dopo la morte  di Franco (dicembre 1975) i Paesi Baschi ottennero una larga autonomia (Statuto di Guernica, 1979) ma l’ETA continuò a lottare ed ad uccidere per ottenere la piena indipendenza dalla Spagna fino al 2006, quando per la prima volta i responsabili del  movimento dichiararono una sospensione  della lotta armata. Tuttavia, altri attentati furono fatti fino al 2009. La dichiarazione definitiva della fine dell’attività dell’ETA avvenne il 10 gennaio 2011.
Il romanzo narra le vicende di due famiglie basche da principio molto amiche che non si parlano più da quando il giovanissimo figlio di una è entrato nella lotta armata dell’ETA ed ha assassinato il padre dell’altra. I protagonisti della storia sono tutti i membri delle due famiglie e vengono seguiti uno per uno, nella loro vita privata e soprattutto nella evoluzione dei loro sentimenti in rapporto all’ETA ed al delitto che li ha segnati per sempre. Le principali figure sono le due madri, entrambe donne forti e con un carattere aspro, ma segnate dalla vita:  Bittori, la vedova dell’ucciso  e Miren, la madre dell’assassino. Bittori vive nel ricordo del marito e nel desiderio che il suo assassino si penta e glielo dica. Ha due figli: un maschio, medico, che la morte del padre ha portato alla depressione, all’ isolamento ed anche all’alcolismo, ed una figlia che vive una vita scombinata sentimentalmente e mantiene scarsi rapporti con la madre. Miren, invece, il marito ce l’ha ancora ed è un uomo buono e schivo, dominato dalla moglie; hanno  tre figli. La maggiore, malmaritata e con due bambini, ha avuto, ancora giovane, un ictus devastante che l’ha lasciata lucidissima ma le ha tolto la parola ed ogni movimento (a parte due dita con cui comunica scrivendo su un tablet) e l’ha costretta a vivere con la madre, che l’assiste in tutto. Il secondo è Jose Mari, la mano assassina dell’ETA, in carcere da quando aveva diciannove anni, che sempre più comprende come l’appartenenza alla “patria basca” gli sia costata la giovinezza, l’amore, la vita. Il terzo è un altro maschio che si rifugia fin da piccolo nella lettura e nell’essere “diverso” per non partecipare alla lotta politica che ha rovinato per sempre suo fratello. Il tempo passa, l’ETA inizia a declinare fino a rinunciare ai suoi ideali; anche per questo tutti i personaggi si fanno più consapevoli delle conseguenze che la lotta armata ha portato a ciascuno di loro. Così si cominciano ad ammorbidire i sentimenti di odio da una parte e di estremismo politico dall’altra ed emerge una umanità dolente che accumuna un po’ tutti nella condivisione del dolore di vivere.
Il titolo del romanzo è “Patria” e non è un titolo scelto a caso: quale era la patria, per i baschi dell’ETA? La nazione spagnola oppure il territorio in cui si nasce ed in cui si vive? Ed oggi, qual’è la patria per gli indipendentisti della Catalunya? Ci sono pagine, nel romanzo, che potrebbero essere state scritte oggi, pensando a Barcellona ed agli abitanti del suo territorio.
Bianca Avanzini
Fernando Aramburu, PATRIA, GUANDA EDITORE, 2017
 

 

 

 

 

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SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136