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Consiglio Pastorale del 30 ottobre 2017. VERBALE

Presenti: don Maurizio, don Matteo, Calchi Novati, Vandoni, Fontana O., Pizza, G. Kantzà, C. Crotti, Pellino.
Ospiti: Mariapia Carloni, M. L. Colli.
Assente giustificata: M. Mojana.

 
1. LETTERA PASTORALE DELL'ARCIVESCOVO
Don Maurizio lascia una introduzione più approfondita, anche di taglio spirituale, alla lettera pastorale dell'Arcivescovo al ritiro di Avvento per gli adulti che è in programma per domenica 26 novembre. Le sottolineature che raccogliamo dalle indicazioni del percorso pastorale dell'anno sono:
- la sinodalità come aspetto fondamentale dell'esperienza della Chiesa
- il sinodo dei giovani
- oltre i confini della parrocchia: nello stile della comunione non tutti devono fare tutto, ma occorre valorizzare con realismo le risorse delle diverse realtà ecclesiali
- il tema dell'appartenenza (la fede si radica in un luogo e in un tempo)
- il richiamo al "passo da compiere" al termine della Visita Pastorale decanale: creare comunione. Il CPP deve avere il compito della sintesi.
 

Pellino chiede come coordinare le iniziative parrocchiali.
Il Parroco risponde che la prima cosa necessaria è la conoscenza. Il consiglio pastorale è il primo luogo della conoscenza e del coordinamento. Compito dei consiglieri pastorali è quello di chiedere, di informarsi (soprattutto in caso di assenza).
Si ravvisa da più parti tra i presenti il rammarico per le numerose assenze non giustificate all'incontro di questa sera. Occorre ripartire dalla motivazione dei consiglieri alla partecipazione.
Si propone di dare una struttura organizzativa al Consiglio stesso. Si pone la questione della rappresentatività del Consiglio rispetto ai gruppi parrocchiali (è una questione di cui tener conto in vista della costituzione del CPP nel prossimo mandato).
 
2. ATTIVITA' CARITATIVE DELLA PARROCCHIA
Oggi partiamo proprio dal tema della carità (così come richiesto nel precedente incontro del Consiglio).
In assenza dei referenti della Scuola d'Italiano per Stranieri, don Maurizio riferisce che per quest'anno gli iscritti sono 80. Anche la Scuola d'Italiano ricerca volontari. C'è una disponibilità di don Carlos dell'Opus Dei di trovare giovani disponibili a dare una mano.
 
La sig.ra Mariapia Carloni riferisce circa il lavoro di questi mesi nel Centro d'Ascolto rinnovato. Accettando questo mandato, Mariapia si è informata con i referenti della Caritas Ambrosiana. Il compito del Centro d'Ascolto secondo le indicazioni della Caritas è ascoltare - orientare - accompagnare.
L'ascolto viene spesso sottovalutato, mentre è una realtà molto importante.
Ci sono 6 volontari al momento (non tutti della parrocchia); i colloqui vengono fatti sempre in due.
Dal 19 maggio (data di riapertura del Centro) sono state ascoltate almeno una volta 120 persone. Alcune ritornano periodicamente a presentare i propri problemi. Moltissime sono le persone che cercano lavoro, con il problema della reimmissione nel mondo del lavoro a causa dell'età. Tutte le persone vengono "catalogate" secondo la propria professionalità e disponibilità. Mancano però le offerte di lavoro (come sensibilizzare i nostri parrocchiani?).
Si cerca di indirizzare verso alcune agenzie di lavoro, di aiutare a formulare il curriculum europeo, gli annunci di lavoro...
Si offrono informazioni accurate e precise per rispondere ai determinati bisogni (docce, guardaroba, mense, dormitori...).
 
Don Maurizio ricorda che la prima caratteristica richiesta a chi si rivolge a noi dev'essere quella dell'onestà. Non bisogna confondere la carità con l'aiuto a chi se ne approfitta.
Mariapia sottolinea che il Centro d'Ascolto non dà soldi. La logica dev'essere quella di risolvere i problemi, accompagnando le situazioni. In caso di necessità economiche immediate si fa riferimento alla parrocchia. Il Centro d'Ascolto è solo una delle forme di attività caritativa della parrocchia: si potrà quindi creare un fondo parrocchiale di solidarietà per venire incontro ad effettive esigenze.
 
Stefano Calchi Novati riferisce in merito al Doposcuola. Nello scorso anno il Doposcuola ha offerto 90 pomeriggi (per tre ore a pomeriggio), con la presenza di una media di 5 volontari (quindi per un totale di 1500 ore offerte). La maggior parte degli utenti sono ragazzi delle medie (pochi delle elementari o delle superiori). La provenienza di questi ragazzi è molto variegata (12 paesi si provenienza!), quindi con esigenze diversificate.
Anche il Doposcuola ha bisogno di volontari.
 
3. COMUNICAZIONI
- nel tempo di Avvento si incomincerà la celebrazione della Messa Vigiliare nella forma solenne con il Vespero (con la presenza delle Suore Marcelline). Diventa una preziosa occasione di educazione liturgica attraverso i segni della liturgia, il canto... Il prossimo Consiglio Pastorale sarà dedicato al tema della liturgia.
- il nostro Organo della chiesa (che è uno dei più importanti del mondo!) necessita di un'operazione di pulizia e risistemazione. La spesa è ingente, ma permetterà di valorizzare l'Organo anche dal punto di vista concertistico oltre che liturgico. Il valore è culturale e spirituale. Nella lettera alle famiglie per la benedizione natalizia si informa della necessità dell'intervento.
 
Il 4 dicembre si farà il prossimo CPP sul tema della liturgia.
 
Allegati:
1. Relazione di Mariapia Carloni sulle attività del Centro d'Ascolto Caritas
2. Documento circa il "passo da compiere" come impegno della Parrocchia di S. Maria Segreta in occasione della Visita pastorale decanale (29.3.2017)

 

 

 

 

La Parrocchia, già per il fatto che il suo ambito di aggregazione è la comunità di vicinato, può diventare segno di comunione. Il territorio è il luogo in cui si rende presente la comunità dei credenti animata dallo Spirito di Gesù, radicata nella Parola e plasmata dall’Eucaristia. Essa è il luogo della pastorale quotidiana, grazie alla quale la fede può diventare accessibile a tutti e a ogni condizione di esistenza. Ciò deriva intimamente dal suo essere “la Chiesa stessa che vive in mezzo alle case dei suoi figli e della sua figlie e che vive e opera profondamente inserita nella società umana e intimamente solidale con le sue aspirazioni e i suoi drammi, diventando la casa aperta a tutti e al servizio di tutti” (Giovanni Paolo II).

SINODO DIOCESANO 47°, 1995, §135-136